Flusso Canalizzatore

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Archivio per 30 Maggio 2008

Santoro sullo show di Vasco… Le mie riflessioni.

Pubblicato da Doc Brown su Venerdì, 30 Maggio 2008

Anno Zero

Caro Vasco,
anche ieri sera è stato ripetuto che noi eravamo arrabbiati con te per la scelta di Rai Due di dedicare una serata al tuo concerto spostando Annozero.
Si tratta di una bugia perché, indipendentemente dai risultati di ascolto, noi abbiamo, fin dal primo momento, valutato che sarebbe stata una scelta di immagine positiva per la rete trasmettere la tua musica. Inoltre, siamo da sempre tuoi ammiratori e saremmo venuti volentieri a vederti allo stadio, se avessimo avuto il giovedì libero. Ma siccome ci hanno spostato al venerdì siamo stati costretti a lavorare e a seguirti in televisione.
Purtroppo quello che abbiamo visto non è uno spettacolo capace di raccontare la forza che sprigioni, ma un assemblaggio insensato di clip, interrotto a tratti da un Gene Gnocchi in crisi dì identità. Abbiamo dovuto leggere solo sui giornali di questa mattina i momenti più forti del concerto che non sono stati riportati, con la giusta evidenza, durante la diretta di ieri sera. Ma Vasco Rossi è superiore a queste cose. E Annozero pure.

Affettuosamente, Michele Santoro e la sua redazione.

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Questa è la lettera aperta che Michele Santoro ha scritto a Vasco Rossi ed ha pubblicato sul sito della trasmissione Anno Zero.

Sono d’accordo con Michele in quanto, avendo visto lo special sul concerto di Roma, la giudico un’enorme operazione pubblicitaria. La mia domanda è: Dove finisce l’informazione e dove inizia il business pubblicitario?

Vasco non ha bisogno di queste clip montate per pubblicizzarsi, forse la sua etichetta discografica si, perchè Vasco riesce a riempire sempre tutti gli stadi nei quali si esibisce. Vasco è noi, Vasco è il simbolo italiano, Vasco è il simbolo di generazioni giovani e meno giovani, che racconta la sua vita nei suoi testi e che ci coinvolge con un linguaggio semplice ma intenso.

Peccato che lo show sia stato sminuito con il collage di clip, tralasciando molte e molte cose più importanti che avrebbero di sicuro reso lo special più interessante.

In fondo Anno Zero sarebbe anche potuto andare in onda.

Comunque, caro Michele, sappi che stasera, anche se ci sarà la partita della nazionale, seguirò lo stesso l’ultima puntata di Anno Zero.

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Ancora sull’energia nucleare

Pubblicato da Doc Brown su Venerdì, 30 Maggio 2008

Leggendo sul sito del buon Beppe Grillo mi viene da continuare il mio post di qualche giorno fa.

Gli italiani hanno votato con un referendum nel 1987 con cui hanno votato per:

- L’ Abrogazione dell’intervento statale se il Comune non concede un sito per la costruzione di una centrale nucleare.

- Abrogazione dei contributi di compensazione agli enti locali per la presenza sul proprio territorio di centrali nucleari.

- Esclusione della possibilità per l’Enel di partecipare alla costruzione di centrali nucleari all’estero.

Il referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all’art. 1 della Costituzione.

L’esito referendario, espressione di questa sovranità, è una fonte del diritto primaria che i vincola legislatori al rispetto della volontà del popolo.

In presenza di nuova legge che non rispetti l’esito referendario, i soggetti autorizzati (magistrati, politici, associazioni di cittadini) possono ricorrere alla Corte Costituzionale per ottenere l’abrogazione della legge.

Quindi, da quello che posso capire, lo Stato non può obbligare i sindaci alla costruzione della centrale nucleare. Saranno i singoli sindaci a decidere se si potrà fare la centrale. I comuni non potrranno avere dei contributi di compensazione per la presenza delle centrali. In questi momenti parlano di contributi per i comuni e per coloro che si accolleranno le scorie.

E qui mi trovo d’accordo con l’amico Beppe. Che inizino Scajola e tutti i politici che vogliono le centrali nucleari a dare l’esempio. che si rendano disponibili a mettere i barili scottanti nelle loro cantine. Scajola ha promesso lo sconto sulle bollette? Bene. Facciamo una colletta e la paghiamo noi la bolletta di Scajola.

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Peppino Impastato

Pubblicato da Doc Brown su Venerdì, 30 Maggio 2008

Ricevo e pubblico interamente.

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Finalmente un bel blog che non sia quello del mitico Beppe che parli di argomenti seri!

Però non posso fare a meno di notare che mancano citazioni a Peppino Impastato vittima della mafia… Allora lo farò io

Peppino Impastato

Giuseppe Impastato nacque a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa (il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso in un agguato nella sua Giulietta imbottita di tritolo nel 1963). Ancora ragazzo rompe con il padre, che lo caccia via di casa, e avvia un’attività politico-culturale antimafiosa. Nel 1965 fonda il giornalino L’Idea socialista e aderisce al PSIUP. Dal 1968 in poi partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati. Nel 1975 costituisce il gruppo Musica e cultura, che svolge attività culturali (cineforum, musica, teatro, dibattiti, ecc.); nel 1976 fonda Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, e in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell’aeroporto. Il programma più seguito era Onda pazza, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici. Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo, gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio comunale. Stampa, forze dell’ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l’attentatore sarebbe rimasto vittima e, dopo la scoperta di una lettera scritta molti mesi prima, del suicidio. Nel gennaio 1988, il Tribunale di Palermo invia una comunicazione giudiziaria a Badalamenti. Nel maggio del 1992 il Tribunale di Palermo decide l’archiviazione del caso Impastato, ribadendo la matrice mafiosa del delitto, ma escludendo la possibilità di individuare i colpevoli e ipotizzando la possibile responsabilità dei mafiosi di Cinisi alleati dei corleonesi. Nel maggio del 1994 il Centro Impastato presenta un’istanza per la riapertura dell’inchiesta, accompagnata da una petizione popolare, chiedendo che venga interrogato sul delitto Impastato il nuovo collaboratore della giustizia Salvatore Palazzolo, affiliato alla mafia di Cinisi. Nel giugno del 1996, in seguito alle dichiarazioni di Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell’omicidio assieme al suo vice Vito Palazzolo, l’inchiesta viene formalmente riaperta. Nel novembre del 1997 viene emesso un ordine di cattura per Badalamenti, incriminato come mandante del delitto. Il 10 marzo 1999 si svolge l’udienza preliminare del processo contro Vito Palazzolo, mentre la posizione di Badalamenti viene stralciata. I familiari, il Centro Impastato, Rifondazione comunista, il Comune di Cinisi e l’Ordine dei giornalisti chiedono di costituirsi parte civile e la loro richiesta viene accolta. Il 23 novembre 1999 Gaetano Badalamenti rinuncia all’udienza preliminare e chiede il giudizio immediato. Nell’udienza del 26 gennaio 2000 la difesa di Vito Palazzolo chiede che si proceda con il rito abbreviato, mentre il processo contro Gaetano Badalamenti si svolgerà con il rito normale e in video-conferenza. Il 4 maggio, nel procedimento contro Palazzolo, e il 21 settembre, nel processo contro Badalamenti, vengono respinte le richieste di costituzione di parte civile del Centro Impastato, di Rifondazione comunista e dell’Ordine dei giornalisti. Nel 1998 presso la Commissione parlamentare antimafia si è costituito un Comitato sul caso Impastato e il 6 dicembre 2000 è stata approvata una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini. Nella commissione si rendono note le posizioni favorevoli all’ ipotesi dell’ attentato terroristico poste in essere dai seguenti militari dell’ arma: il Maggiore Tito Baldo Honorati; il maggiore Antonio Subranni; il maresciallo Alfonso Travali. Il 5 marzo 2001 la Corte d’assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione. L’11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti è stato condannato all’ergastolo.

…Raga dobbiamo odiare la mafia e chi la favorisce… Altrimenti tutti saremo suoi complici… Fanculo alla mafia…

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Segnalato da Gianni http://giannidx1988.spaces.live.com

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