Ho avuto occasione, nel corso dei miei studi universitari, di leggere e studiare un libro di Jeremy Rifkin, un fautore dell’energia alternativa.
Rifkin è un economista, fautore della terza rivoluzione industriale. Se aveste sotto mano un suo libro (io ho letto e studiato “La fine del lavoro”) avrete già capito di cosa sto parlando. Secondo Rifkin la terza rivoluzione industriale è alle porte, in quanto una rivoluzione industriale avviene non appena coesistono due concause che portano avanti e stimolano l’evoluzione del processo, due canali che coinvolgono il settore dell’energia e della comunicazione: La prima si è avuta con Carbone e Stampa, la seconda con Petrolio e il telegrafo, il telefono, la radio, la televisione, le macchine da scrivere elettriche, le calcolatrici, e così via…
In questo momento, nel pieno del nuovo millennio, ci troviamo ad avere una nuova forma comunicativa, Internet, il web, la rete tramite cui tutti possiamo accedere alle informazioni di nostro interesse e contemporaneamente veniamo ad avere una serie di possibilità riguardanti le energie alternative, il sole, il vento, le varie tipologie di energia rinnovabile e l’idrogeno.
Secondo Rifkin saranno proprio l’idrogeno e internet i due elementi che contribuiranno a dare il via alla terza rivoluzione industriale. Una rivoluzione che darà sfogo al bisogno di lavoro, al recupero di recessione mondiale, allo sviluppo di scienza e ricerca e sviluppo.
Il nucleare è ormai passato, fa parte della seconda rivoluzione industriale, e addirittura gli Usa hanno deciso di abbandonare questa tecnologia, produttiva di energia, ma che nel corso degli anni si è rivelata estremamente costosta, in campo economico e ambientale (il vero problema sono le scorie, oltre ai costi di gestione).
Qui trovate un’intervista a Jeremy Rifkin che ritengo particolarmente interessante.
Tra le altre cose, lo stimato economista dichiara “Stando agli studi dell’agenzia internazionale per l’energia atomica l’uranio comincerà a scarseggiare dal 2025-2035. Come il petrolio sta per raggiungere il suo peak. I prezzi, quindi, andranno presto su. Ciò si ripercuoterà sui costi per produrre energia togliendo ulteriori argomenti a questo malpensato progetto…“
Se consideriamo che il Governo Italiano ha intenzione di impegnarsi nella costruzione delle centrali nucleari e che si parla di iniziare la costruzione nel 2013, se consideriamo altresì che, per costruire un reattore ci vogliono almeno 8 anni, che in Italia (sappiamo ormai come funziona) ce ne vorranno almeno 10, si arriverebbe ad ultimare le centrali nel 2023.
Domanda: “Se si parla già di scarsità di uranio dal 2025, quale sarebbe la convenienza di investire in una tecnologia obsoleta?”
Se qualcuno fosse in grado di darmi una risposta sarei ben contento di rinunciare alla mia convinzione della inutilità di questo dispendio di fondi pubblici a discapito di tecnologie rinnovabili come il fotovoltaico e l’eolico, che in Italia risulterebbero molto più proficue.
Doc Brown.

















