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Archivio per 14 Giugno 2008

Il paradosso delle intercettazioni limitate a 10 anni: E lo spaccio di droga?

Pubblicato da Doc Brown su Sabato, 14 Giugno 2008

Ad ascoltare le dichiarazioni di Alfano, neo ministro della Giustizia, mi metto a ridere, come al solito…

Gli scandali della clinica di Santa Rita sono stati scoperti proprio grazie alle intercettazioni… Senza quelle intercettazioni non si sarebbe potuto procedere!

Se il Governo vuole limitarle ai reati che prevedano una pena di almeno 10 anni, c’è da considerare una cosa: Se si intercettano delle telefonate che riguardano dei reati che prevedono questa pena, e contemporaneamente si viene a conoscenza di un un reato che prevede una pena minore? Semplice! Non si potranno punire i colpevoli! Perchè? Provate a fare la domanda a un avvocato…

E poi, la discussione inerente al titolo del post: “Come faranno i PM a controllare gli spostamenti degli spacciatori per arrivare a prendere i trafficanti?

Sappiamo bene che questo reato non prevede 10 anni di pena, e l’unico modo di prendere questi delinquenti è quello di intercettarli per poi pedinare i loro spostamenti. Bene… Non appena passerà questa legge, Magistrati e PM avranno le mani legate, alla faccia della “sicurezza” tanto pubblicizzata…

E quando dico spacciatori, non mi riferisco al ragazzetto che compra una quantità di droga e poi la rivende a prezzo maggiorato, ma mi riferisco al controllo del ragazzetto che va dal suo fornitore, che a sua volta ha il suo fornitore…

In questo modo si legano le mani alla giustizia, si toglie la possibilità di indagine con una scusa demente: La privacy e il costo delle intercettazioni.

Riprendendo l’intervento di Marco Travaglio di Lunedì 9:

Omissis…..

L’argomento che fa più presa è che costano troppo. Costano troppo, ci dicono. E allora io vi do i dati. Due anni fa, l’ultimo anno dei quali abbiamo le statistiche, le procure italiane, che sono 165, hanno speso per intercettazioni 240 milioni di euro. Secondo altri calcoli il coso sarebbe pure inferiore. Ma prendiamo per buono il più grosso, cioè 240 milioni di euro. Che erano 40 in meno rispetto all’anno prima. Sono quattro euro per ogni cittadino. Quattro euro e qualcosa per ogni cittadino. La domanda è: “siete disposti da dare quattro euro all’anno, cioè quattro caffè all’anno, per sentirvi più sicuri e protetti contro reati di ogni genere?”. Penso che la risposta, se la domanda viene posta correttamente ai cittadini, sia sì. Potremmo risparmiare? Certo, potremmo averle gratis le intercettazioni. Sapete perché le paghiamo? Le paghiamo perché lo Stato, quando da la concessione alla Telecom, alla Vodafone e agli altri gestori telefonici potrebbero mettere una clausoletta nella quale c’è scritto: “voi siete concessionari pubblici dello Stato italiano. Perfetto. Avete un obbligo. Quando un magistrato vi chiede di tenere sotto controllo un telefono, voi lo fate gratis. Invece lo Stato italiano paga i gestori telefonici che sono suoi concessionari. Per cui li potrebbe tenere per le palle e fargli fare quello che vuole. Quando un magistrato chiede a una banca: “fammi quell’accertamento bancario”, la banca mica si fa pagare. Eppure la banca è un ente privato. Questi sono concessionari pubblici e lo Stato italiano paga loro ogni intercettazione. E in più, ad ogni indagine che deve fare, affitta un macchinario che non è proprio, da un’azienda privata. Basterebbe comprarli una volta, i macchinari per fare le intercettazioni e i costi verrebbero praticamente azzerati.
Quindi, vi stanno raccontando balle anche quando vi dicono che questa legge è per risparmiare sui soldi. No, questa legge è per risparmiare sui processi. A chi? A Berlusconi e alla classe dirigente. C’è un piccolo problema. Berlusconi naturalmente ha un processo in corso a Napoli, d’udienza preliminare, insieme al suo amico Saccà, direttore di Rai Fiction sospeso, perché? Perché al telefono gli prometteva aiuti per una sua attività privata, a Saccà, in cambio dell’assunzione da parte di Saccà di alcune ragazzine, di alcune ragazzine che interessavano in parte a Berlusconi, e in parte a un misterioso senatore dell’Unione che un anno fa, in cambio del piazzamento della ragazzina a Rai Fiction, a spese nostre, avrebbe fatto cadere il governo Prodi. Pare, come ha scritto Repubblica ieri, che ci siano altre telefonate ancora più sfiziose su questo vero e proprio uso criminoso della televisione pagata con i soldi pubblici.
E allora? Bisogna impedire che vengano fuori, con una legge che salverà migliaia di criminali, per salvare uno o due imputati.
Passate parola.”

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Il trucco della dispersione di voti nelle elezioni amministrative

Pubblicato da Doc Brown su Sabato, 14 Giugno 2008

Urna ElettoraleIn occasione delle elezioni nazionali, abbiamo molto spesso sentito parlare di “voto utile”, un voto espresso a favore dei grandi partiti per evitare di disperdere la preferenza votando i piccoli. Stendo un velo pietoso sul modo di fare campagna elettorale, perchè tutti ci stiamo rendendo conto del comitato di affari che abbiamo eletto, anche se, in un modo o nell’altro, abbiamo collaborato schiaffando quella beneamata X (come se non sapessimo scrivere e leggere) sul nostro scudetto preferito.

Oggi voglio parlarvi della truffa della dispersione di voti, che molto comodo fa ai nostri politicanti, e lo faccio proprio in occasione delle elezioni amministrative che si terranno domani e dopodomani 15 e 16 Giugno in Sicilia e Sardegna.

Se riflettiamo un attimo sulla composizione delle liste comunali e provinciali, sappiamo che ci sono i soliti candidati e poi un tot di gente che spera di essere eletta.

Queste persone non saranno mai elette, e noi lo sappiamo, ma capita che il cuore ci porti a votare per un nostro familiare, un vicino di casa, una persona che ci risulta simpatica…

E fin qui è tutto ok, perchè è la democrazia, dove sta la truffa? Eccola qui:

Quella persona che abbiamo intenzione di votare è solo un voto di lista perchè non potrà mai inserirsi nel gruppo di coloro che verranno sicuramente eletti.

E allora mi direte: Perchè lo mettono in lista?

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