19 Giugno 2008
di Gabriella Mira Marq
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“La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che il rifiuto di concedere licenze di trasmissione radiotelevisiva costituisce una violazione dell’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti umani, in quanto viola la liberta’ di espressione. Il caso, che riguardava l’Armenia, si puo’ applicare estensivamente a tutti i Paesi firmatari della Convenzione, e quindi anche all’Italia, in quanto le sentenze della Corte fanno giurisprudenza.
La Corte ha affermato all’unanimita’ che vi era stata una violazione dell’articolo 10 (libertà di espressione) della Convenzione europea sui diritti umani riguardo al rifiuto delle autorità armene “di concedere le richieste licenze di trasmissione radiotelevisiva” (…) La Corte ha fra l’altro ricordato le linee guida adottate dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa nel campo della radiodiffusione che chiede una applicazione aperta e trasparente dei regolamenti che disciplinano le procedure per le licenze e, in particolare, ha raccomandato che “le decisioni prese … da parte delle autorità di regolamentazione … siano debitamente motivate”. Entusiastico il commento alla sentenza del segretario generale del Consiglio d’Europa, Terry Davis, secondo cui “La televisione è una parte molto influente dei media. Le decisioni degli organismi di regolamentazione in materia di aggiudicazione, rifiuto o revoca di una licenza di trasmissione possono avere un impatto diretto sulla libertà di espressione e quindi sul funzionamento della democrazia”. Davis ricorda che “Tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa sono obbligati per legge a rispettare la Convenzione europea sui diritti umani. Essi dovrebbero farlo senza che gli vengano ricordate le loro responsabilità da parte della Corte europea dei diritti umani. La decisione della Corte é una vittoria per la libertà di espressione. Essa dovrebbe inoltre servire da lezione a tutti i governi inclini ad interpretazioni arbitrarie dell’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti umani, che garantisce questa liberta’ fondamentale”. E’ da rilevare l’analogia con il caso italiano dell’imprenditore Di Stefano, titolare di Europa 7, l’emittente TV che da dieci anni non può trasmettere in quanto le frequenze ad essa assegnata sono occupate da Rete 4. In merito si sono pronunciate la Corte Costituzionale e il Consiglio di Stato, mentre la Corte di giustizia UE ha condannato l’Italia per il mancato rispetto del diritto comunitario”.
(Tratto da Voglio Scendere)


















