Flusso Canalizzatore

Perchè l’informazione deve essere di tutti

Archivio per Maggio 2009

Marco Travaglio – Passaparola 18 Maggio 2009 – Chi è Stato: nessuno

Pubblicato da Doc Brown su Martedì, 19 Maggio 2009

Il comissario e l’anarchico

Buongiorno a tutti, oggi è il primo compleanno di Passaparola, da un anno siamo insieme a farci compagnia con questo appuntamento del lunedì e vorrei parlarvi di una questione che mi è capitata, ma non è un fatto personale, naturalmente riguarda un tema molto importante che è la nostra storia repubblicana, anzi il doppiofondo della nostra storia repubblicana.
Tutto è cominciato qualche giorno fa quando il Capo dello Stato ha ricevuto al Quirinale due vedove simbolo dei ministeri della nostra storia repubblicana, la vedova del Commissario Luigi Calabresi e la vedova dell’anarchico Giuseppe Pinelli, quest’ultimo precipitò dalla finestra della Questura di Milano poco dopo la strage di Piazza Fontana, per la quale era stato sospettato, ingiustamente sospettato in base a quella pista anarchica che la Questura di Milano aveva imboccato a causa di una velina falsa, depistante, trasmessa agli organi di Polizia dall’allora Ministro dell’Interno, in particolare dall’Ufficio Affari Riservati del Viminale, quello che per anni, anni e anni è stato presidiato e guidato da un personaggio molto particolare, il Prefetto Federico Umberto d’Amato.
La velina sulla pista anarchica portò le forze dell’ordine milanesi a imboccare la strada del sospetto nei confronti di Pietro Valpreda che peraltro era stato riconosciuto dal tassista Rolandi e poi si è scoperto che in realtà quel riconoscimento era anche plausibile nel senso che Valpreda somigliava molto a una persona che a buon titolo poteva essere coinvolta in quella strage, poi alla fine dopo una lunga custodia cautelare – all’epoca si chiamava carcerazione preventiva – e dopo molti processi dalle alterne sentenze, venne riconosciuto innocente. Nel frattempo, grazie alle indagini prima condotte da giudici milanesi come Gerardo d’Ambrosio, Emilio Alessandrini, al Giudice Stiz di Trento, si era poi arrivati alla pista autentica, quella vera, quella che poi è stata certificata anche da una sentenza della Cassazione, la pista nera, la pista dei neofascisti, neonazisti di ordine nuovo, in particolare delle cellule venete: Freda, Ventura, Zorzi, questi erano i capi delle cellule venete e della cellula milanese di ordine nuovo.
Il Commissario Calabresi fu indicato come il colpevole dell’assassinio di Pino Pinelli, fu indicato da molti intellettuali in un famoso appello, alcuni dei quali poi hanno chiesto scusa per avere ingiustamente criminalizzato il commissario Calabresi definendolo l’assassinio di Pinelli, il defenestratore di Pinelli e fu proprio lo stesso Gerardo d’Ambrosio a trattare quella vicenda e alla fine a scagionare Calabresi che era stato criminalizzato da una campagna lanciata da Lotta Continua e ripresa da molti intellettuali molto famosi anche di sinistra, che in buona o in cattiva fede, avevano individuato in lui il mostro, colui che aveva individuato la pista anarchica e colui che aveva defenestrato l’anarchico Pinelli. In realtà si è scoperto non solo che Calabresi e Pinelli erano amici, anche perché Pinelli veniva spesso sentito, gli anarchici in quel periodo qualche bomba dimostrativa l’avevano piazzata anche se Pinelli non c’entrava direttamente, quindi si regalavano addirittura dei libri a Natale il Commissario e l’anarchico, ma soprattutto si accertò e lo accertò Gerardo d’Ambrosio, grazie a testimonianze assortite, persino di giornalisti che erano presenti quella sera e quella notte in Questura, sapevano benissimo che nel momento in cui cadde Pinelli dall’ufficio dal Commissario Calabresi, quest’ultimo non era presente nell’ufficio, anzi era in un’altra area del Palazzo, dall’altra parte, molto lontano, quindi non poteva essere minimamente responsabile di quella caduta, caduta che poi fu attribuiti dal Giudice d’Ambrosio a un malore che aveva colto Pinelli che poi era precipitato da una specie di piccolo ballatoio nel quale era andato a fumare, a prendere un po’ d’aria aprendo la porta – finestra dello studio di Calabresi.

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Ecco la prova che la censura esiste: Lo sfogo di Beatrice Borromeo, censurata da Rai2

Pubblicato da Doc Brown su Giovedì, 14 Maggio 2009

A Marsala lo scorso fine settimana si è tenuto il primo Festival del giornalismo d’inchiesta, un evento dedicato alla libertà d’informazione, che ha visto la partecipazione di varie personalità del giornalismo italiano molto spesso estromesse a causa di una censura psiconanopolitica.

Che l’informazione fosse censurata lo sapevamo, ma vi lascio a questi 10 minuti di sfogo di Beatrice Borromeo (ex Anno Zero) che dichiara, durante un’intervista rilasciata a Daniele Martinelli, dei tagli avvenuti all’intervista rilasciata a “L’Era Glaciale”, programma di Daria Bignardi.

Svegliamoci!

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Chiuso il sondaggio: Com’è l’informazione in Italia?

Pubblicato da Doc Brown su Mercoledì, 13 Maggio 2009

Dopo ben due mesi si chiude il sondaggio sulla libertà d’informazione i Italia.

I risultati del sondaggio sono allarmanti… Per fortuna in molti si rendono conto che l’informazione a noi proposta è “deviata”… Vengono pubblicizzati fatti in manioera distorta, e l’unica soluzione è quella di sbracciarsi e cerare da soli le notizie sul web… Più che altro per cercsare di capire realmente l’importanza dei fatti e per avere dei punti di vista diversi, che non siano i soliti dei telegiornali o dei giornali filogovernativi.

Ecco i risultati:

Sondaggio: Com'è l'informazione in Italia?

Sondaggio: Com'è l'informazione in Italia?

RIFLETTIAMO GENTE!!! RIFLETTIAMO!!!

Grazie a tutti coloro che hanno votato e anche a chi non ha votato.

Doc Brown.

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Marco Travaglio – Passaparola 11 Maggio 2009 – Zoo Italia

Pubblicato da Doc Brown su Martedì, 12 Maggio 2009

Testo:
“Buongiorno a tutti, le liste per le elezioni europee sono complete, me le sono studiate, anche perché ho dovuto fare un lungo pezzo sugli Impresentabili per Micromega e quindi, come ci eravamo detti quando le liste erano ancora provvisorie, dedichiamo questo Passaparola a una specie di guida al voto, ai consigli per il non voto, ossia ai consigli per scansare quelli che, secondo il mio parere – poi ciascuno potrà decidere, ma almeno lo farà in base a elementi concreti – sono persone che bisognerebbe tenere lontane dalle istituzioni, soprattutto dalle istituzioni europee.

Zoo PDL

Cominciamo con il Popolo delle Libertà in ordine alfabetico: Lucio Barani, che è un ex socialista che è stato Sindaco di Aulla, famoso per avere fatto di Aulla un Comune de/dipietrizzato e per aver inaugurato addirittura Piazza Martiri di Tangentopoli, dove i martiri di Tangentopoli non siamo noi derubati, ma sono quelli che rubavano e infatti la piazza, che si chiamava Piazza Matteotti, è diventata Piazza Martiri di Tangentopoli con un bel monumento a Craxi, forse un monumento equestre. Questo direi che è meglio lasciarlo perdere.
Berlusconi, è inutile che vi spieghi per quale motivo sarebbe meglio non votarlo; oltre a tutti i motivi etici, politici, conflitti di interesse, giudiziari etc. etc., c’è un fatto: che Berlusconi, essendo Presidente del Consiglio, non solo, come tanti altri leaders che si candidano, dovrà poi optare tra il Parlamento italiano e quello europeo, lui proprio al Parlamento europeo non ci può andare perché è Presidente del Consiglio, a meno che non decida di dimettersi da Presidente del Consiglio, nel qual  caso potremmo anche votarlo, ma non credo che lo farà.

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Franceschini contro Di Pietro: Preparativi ad una sconfitta elettorale

Pubblicato da Doc Brown su Lunedì, 11 Maggio 2009

I simpson la paura fa novanta

E’ ormai chiaro a tutti, Franceschini e il Partito Democratico hanno una paura immane per il responso di queste elezioni. La politica perseguita fino a questo momento dal Partito Democratico, una forza nata come una forza di tutti, un partito che si è imposto come un nuovo partito, non è stata altro che la solita farsa, o almeno, ha dimostrato questo agli italiani. Chi ha seguito un po’ sul web e sui telegiornali (tra gossip e notizie papali) si ricorderà senz’altro che il tutto iniziò con la volontà di creare un Governo Ombra, che potesse consigliare il Governo Italiano sui provvedimenti legislativi e sulle misure da attuare per il paese; dov’è? Dopo aver tolto la poltrona a Veltroni, forse poco carismatico, ma unico collante di questo progetto, è toccato a Franceschini il compito di traghettare il PD verso le Europee del 6 e 7 Giugno. Dario Franceschini, avendo colto il malumore degli elettori, ha cercato di criticare le mosse del Governo, criticando tutto, ma riprendendo gli errori fatti dall’allora Rifondazione e tutte le coalizioni di sinistra, criticare Berlusconi, qualunque cosa eli facesse. Pur essendo una già tattica provata e fallita, si ostina a perseguire questa via. Oggi il delirio, con l’affermazione che il voto all’Italia dei Valori sarebbe un voto di protesta, invitando gli elettori al “voto utile”. Su La Repubblica leggo tra l’altro che Di Pietro non avrebbe un progetto politico… E mi domando… Ma il PD? che progetto ha? … E non trovo risposta. L’Italia dei Valori, a differenza del PD, ha sempre predicato per un paese dove i magistrati che indagano sui delinquenti possano farlo senza  la paura di essere puniti dalla politica, dove l’ambiente e la libera informazione siano al primo posto, dove il Parlamento sia eletto dal popolo, dove i deputati non siano dei delinquenti… Non c’è solo la critica a Silvio… Ci sono idee… E si parla più delle idee, a differenza del PD. Chi ci rappresenta deve essere una forza piena di idee e di persone “pulite” oltre che nuove… Guardate le liste elettorali e valutate.

Il responso di queste elezioni non farà altro che confermare la maggioranza bulgara del PDL…Il PD si prepara ad una sconfitta sonante e l’IDV prenderà una barca di voti… Ma non solo i voti di protesta, che andranno anche ad altri partitini, prenderanno voti perchè hanno le idee e dei principi.

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Peppino Impastato: Per un giorno rivive Radio Aut anche online

Pubblicato da Doc Brown su Sabato, 9 Maggio 2009

Peppino Impastato

Peppino Impastato

9 Maggio 1978, un giovane giornalista venne fatto saltare in aria a 30 anni solo perchè lottava contro i poterio forti, contro i politici corrotti, contro il sistema, contro la mafia; il suo nome era Peppino Impastato. Peppino nasce in una famiglia che ha rapporti con la mafia, ma rifiuta questi legami e predilige lottare per far emergere e portare a conoscenza di tutti le corruzioni; fonda una radio libera, Radio Aut, e denuncia mafiosi e politici locali corrotti tramite satira politica.Viene assassinato il 9 maggio 1978, qualche giorno prima delle elezioni e qualche giorno dopo l’esposizione di una mostra fotografica sull’attacco al territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi. Il suo corpo è dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani. Le indagini si sono orientate, in un primo tempo, sull’ipotesi di un fallito attentato terroristico o di un suicidio “eclatante”. Dopo vari chiusure e riaperture del caso, nel giugno ‘96, dopo le dichiarazioni di Salvatore Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell’omicidio assieme al suo vice Vito Palazzolo, l’inchiesta viene formalmente riaperta. Viene emesso anche un ordine di cattura per Badalamenti, incriminato come mandante del delitto. Il 5 marzo 2001 la Corte d’Assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione. L’11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti è stato condannato all’ergastolo.

Oggi rivive Radio Aut, solo per un giorno, grazie a Prima Radio, che ha concesso le sue frequenze. Oggi si alterneranno gli spekers di Prima Radio, verranno proposti i contributi audio dell’epoca, le registrazioni di Onda Pazza, programma di satira, interviste, testimonianze e collegamenti telefonici con politici, giornalisti e opinionisti. Si potrà ascoltare nelle province di Palermo e Trapani ma anche da tutta Italia attraverso il sito www.primaradio.net.

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