Bocciatura del lodo Alfano: Sintesi e scenari politici
Pubblicato da Doc Brown su Giovedì, 8 Ottobre 2009
Ieri, subito dopo il giudizio della Consulta si è scatenato il putiferio: dichiarazioni senza senso e deliri del premier e dei suoi sudditi che tentavano di ingannare gli italiani adducendo una fantomatica decisione politica della Corte Costituzionale. Oggi… La quiete dopo la tempesta? Sicuramente no. Proverò a spiegare un attimo e rapidamente la decisione in linguaggio profano.
Ciò che è successo è semplicemente che i giudici costituzionali, nell’esprimere il loro verdetto, hanno deciso che, per legge ordinaria, le quattro più alte cariche dello Stato (Presidente del Consiglio, Presidente della Repubblica e i Presidenti di Senato e Camera) non possono essere considerati dei cittadini privilegiati, ma sono cittadini normali, e devono essere considerati tali di fronte alla legge. Se devono essere dei privilegiati, deve essere approvata una legge costituzionale con queste previsioni.
La Costituzione è la “legge delle leggi”, tutte le leggi normalmente approvate sono chiamate leggi ordinarie e devono rispettare il dettato delle leggi costituzionali, poichè queste rappresentano i cosiddetti PRINCIPI LEGISLATIVI.
Il ruolo del Presidente della Repubblica è quello di GARANTE DELLA COSTITUZIONE, ovvero quello di vagliare la costituzionalità delle leggi: se una legge che il Parlamento approva va in contrasto con dei Principi Costituzionali.
PROMULGAZIONE DELLE LEGGI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Il Presidente della Repubblica può, prima di promulgare la legge, chiedere con messaggio motivato alle camere, un secondo esame. Qualora, nell’esercizio del suo potere di controllo costituzionale, il Presidente della Repubblica riscontri un vizio nell’atto o un’incompatibilità con le norme costituzionali, può rinviare alle Camere la legge chiedendo una nuova deliberazione o un riesame della legge. Tale rinvio deve essere accompagnato da un messaggio motivato in cui siano indicati i motivi per cui il Capo dello Stato ritiene la legge non promulgabile. Tale attribuzione è una delle più importanti che il Presidente possiede quale tutore imparziale della Costituzione. Tuttavia il Capo dello Stato non può bloccare definitivamente l’attività delle Camere, ma può solo sospendere temporaneamente la promulgazione dell’atto. Se le Camere approvano nuovamente l’atto il Presidente non può rinviarlo ma deve promulgarlo.
IL RUOLO DI NAPOLITANO NEL LODO ALFANO
Perche’ il Presidente della Repubblica non ha giudicato incostituzionale il lodo Alfano?
Giorgio Napolitano ha ritenuto opportuno promulgare immediatamente la legge senza rinviare alle Camere il testo, giudicando conforme alla Costituzione il lodo Alfano. Il Presidente della Repubblica ha altresì motivato la sua scelta, adducendo che il lodo Alfano conteneva tutte le indicazioni del precedente intervento che la Corte aveva fatto in merito alla bocciatura del lodo Schifani.
Naturalmente non si mette in dubbio il ruolo imparziale del Capo dello Stato, che ha agito professionalmente e secondo buonafede nel prendere la sua decisione.
LA LEGGE BLOCCA PROCESSI
La coincidenza della rapida approvazione di questo disegno legge con l’imminente conclusione del processo a Milano sulla corruzione in atti giudiziari dell’avvocato inglese David Mills (condannato in primo grado a 4 anni e 6 mesi di reclusione) che vedeva come coimputato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha causato la sospensione del processo di Milano, ma anche di altri tre procedimenti.
LA CORTE COSTITUZIONALE
La Corte Costituzionale, chiamata a decidere sulla legittimità costituzionale del provvedimento varato dal Parlamento a luglio 2008, ha accolto i rilievi mossi dai giudici milanesi impegnati nei processi Mediaset-diritti tv e caso Mills che vedono imputato Berlusconi. La Consulta ha invece dichiarato «inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal gip del Tribunale di Roma». Un ricorso sollevato nell’ambito dell’inchiesta della Procura capitolina sulla presunta compravendita di senatori eletti all’estero nella passata legislatura, all’epoca del governo Prodi: i pm romani avevano chiesto l’archiviazione delle accuse per il presidente del Consiglio, mentre secondo il gip il lodo Alfano va applicato anche nella fase delle indagini preliminari. Da qui la decisione del giudice Orlando Villoni di trasmettere il fascicolo alla Consulta.
Martedì i giudici si sono riuniti per decidere sulla costituzionalità del lodo e mercoledì, intorno alle 18:00 è arrivato il verdetto dell’illegittimità totale dello stesso, per violazione dell’art. 3 e dell’art. 138 della Costituzione.
In attesa delle motivazioni, si può sintetizzare la decisione in questo modo: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e, se devono essere approvate queste misure, devono essere fatte tramite una legge costituzionale ai sensi dell’art. 138 Cost. (doppia deliberazione Camera-Senato a distanza di tre mesi l’una dall’altra, ed eventuale referendum confermativo qualora ne facciano richiesta almeno un quinto dei membri di una Camera, 500.000 cittadini o 5 Consigli Regionali)
SCENARI POLITICI
La decisione dell’incostituzionalità del lodo Alfano apre nuovi scenari politici? In un paese democratico, degno di questa parola, non si sarebbe mai arrivati a questa decisione in quanto. A mio parere Silvio Berlusconi avrebbe rassegnato le dimissioni per onestà intellettuale e per salvaguardare l’interesse pubblico. Se non avesse voluto rassegnarle, sarebbe stato estromesso dal suo ruolo dagli stessi politici delle due Camere, tramite un voto di sfiducia.
Ma poiché stiamo parlando di un’altra persona, e di un paese che è lobotomizzato dal controllo dell’informazione, si sono nascosti i veri risvolti e le vere vicende del Presidente del Consiglio: immaginiamo se si fosse data tutta l’attenzione necessaria come quella che è stata data al caso Cogne, oppure ai casi attuali di Perugia e Garlasco.
Ma che succederà ora? Credo che la maggioranza si aspettasse la bocciatura, ma non in questo modo. La previsione, a mio parere, era quella di una bocciatura parziale. Questo avrebbe causato un’approvazione in fretta e in furia di un nuovo provvedimento con cui ricominciare tutto l’iter e arrivare ad un’altra decisione della Corte Costituzionale.
La posizione della Corte richiede l’approvazione di una legge costituzionale, ovvero circa 14 mesi per l’approvazione di una legge costituzionale che sicuramente sarebbe sottoposta a referendum alla popolazione e bocciata di sana pianta perchè ad-personam. E questa cosa è chiara allo stesso Silvio. Dimissioni? nemmeno a parlarne. Sfiducia? Macché! Sono tutti apposto con i loro stipendi presi a fine mese che non vorrebbero mai che ci possa essere un evento tale.
E allora? Tutti rimarranno al loro posto per salvare il loro padrone! Semplice!
Adesso facciamo delle previsioni: Quanto vi giocate che agiranno sulla modifica dei temini di prescrizione per i capi di imputazione dei processi di Silvio per farlo uscire “quasi impunito”? E poi, sotto il profilo delle leggi coastituzionali, magari, tenteranno di ristabilire il vecchio art. 68 Cost. e l’immunità parlamentare vincolata all’autorizzazione a procedere, che la magistratura dovrà richiedere alla Camera a cui appartiene il parlamentare in questione, in caso di indagini giudiziarie. Dopo la riforma costituzionale del 1993 (post-tangentopoli), infatti, l’autorizzazione non è più necessaria. E magari, insieme a questa legge che serve a far contenta la casta dei parlamentari, ci aggiungono il lodo Alfano, che magari verrà chiamato, lodo Vito (ma sarà scritto sempre da Ghedini) e qualche provvedimento per far contento il popolo, in modo da chiamarli a votare per il referendum e confonderli sulle risposte SI – NO delle molteplici schede… Ma no… Gli italiani non sono così stupidi…
Ciò che ci sarebbe da fare è un’immediata sfiducia al Governo, l’insediamento di un Governo di transizione ed elezioni subito. Così Berlusconi potrà tranquillamente affrontare i suoi processi “senza sottrarre tempo alla cosa pubblica”, e l’Italia potrà rialzarsi seriamente, visto che da un po’ di tempo è a 90 gradi.
Doc Brown.

















Doc Brown detto
Secondo il premier non ci saranno leggi costituzionali, ma si procederà immediatamente alla riforma della giustizia. Che voglia allungare i tempi dei processi?