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Pietro Grasso: “Le cose che servono per combattere la mafia”

Pubblicato da Doc Brown su martedì, 30 novembre 2010

Nell’ultima puntata di Vieni via con me anche il procuratore nazionale antimafia legge la sua lista. Conclude sottolineando: “Non ho bisogno per combattere la mafia dell’annunciata riforma della giustizia”.

“Ho bisogno che la lotta alla mafia sia posta tra le priorità nel programma di qualsiasi partito e che le leggi per contrastarla ricevano voto unanime”. E’ la prima richiesta dell’elenco letto dal procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, nel corso dell’ultima puntata di ‘Vieni via con me’. “Ho bisogno che imprenditoria, burocrazia, politica, rappresentanti delle istituzioni e delle professioni, insomma l’area grigia contigua alla mafia, non intrecci relazioni con essa, formando cricche e reti criminali per gestire i loro lucrosi, comuni affari – ha detto Grasso -  ho bisogno che ai giovani delle forze dell’ordine, agli operatori di giustizia, ai magistrati, che tanti successi hanno conseguito con dedizione, con sacrifici, con rischio della vita, non manchino risorse, tecnologie, incentivi economici, ma anche autovetture, carburante, carta. Ho bisogno che nel reato di scambio elettorale politico mafioso oltre al danaro sia compresa qualsiasi utilità in cambio della promessa di voto. Ho bisogno di conoscere tutti i segreti della mafia, i suoi progetti criminali, le sue strutture, i suoi traffici, le sue relazioni esterne attraverso pentiti e testimoni di giustizia, che vanno incentivati, e attraverso le intercettazioni, che, nel rispetto della privacy, del segreto investigativo e senza imporre bavagli all’informazione, non vanno limitate”.

Inoltre, ha aggiunto Grasso, “ho bisogno che i beni sequestrati e confiscati ai mafiosi siano al più presto destinati all’utilità dei cittadini. Ho bisogno, per evitare che i boss mafiosi continuino a comandare dal carcere, che il regime del 41 bis sia applicato in strutture adeguate e in maniera efficace. Ho bisogno che siano rapidamente sciolte le amministrazioni locali ed allontanati i funzionari infedeli, quando si pongono al servizio degli interessi e dei privilegi dei mafiosi. Ho bisogno che all’estero, dove l’Italia è apprezzata per la strategia e gli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata, non ci siano Stati-rifugio per i tesori della mafia, della corruzione, dell’evasione fiscale” Grasso chiede anche “una legge sull’autoriciclaggio, per indagare, cosa attualmente non consentita, su chi commette un reato e poi ne occulta i profitti. Ho bisogno di politiche di sviluppo che diminuiscano gli squilibri tra Nord e Sud, che non trattino il Sud come un vuoto a perdere, di quelli che tanto si arrangiano, tanto si ammazzano tra di loro”.

“Non ho bisogno per combattere la mafia dell’annunciata riforma della giustizia, almeno di quella che propone la separazione delle carriere, un Consiglio Superiore della magistratura solo per il pubblico ministero, l’appellabilità delle sentenze solo da parte del condannato, leggi ad personam, termini iugulatori per le varie fasi processuali che portano all’impunità degli imputati”. “Ho bisogno, invece, di una riforma della giustizia che tenda a ridurre drasticamente il numero degli uffici giudiziari, a rendere più agile e veloce il processo penale, a rivedere il sistema delle impugnazioni, ad eliminare quelle garanzie soltanto formali, che consentono strategie dilatorie, funzionali a scarcerazioni o prescrizioni. Ho bisogno di stare attento – ha detto il magistrato nella puntata di ‘Vieni via con me’ – a coloro che più che riformare la giustizia e curarne i mali secolari vogliono riformare i magistrati, delegittimarli, intimidirli, renderli inoffensivi, considerarli un cancro da estirpare”.

(Tratto da SkyTG24)

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