Flusso Canalizzatore

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Archivio per la categoria ‘AMBIENTE’

La Responsabilità sociale di ENI

Pubblicato da Doc Brown su Domenica, 21 Giugno 2009

In questo periodo vediamo degli spot in TV che riguardano l’aumento di Capitale di ENI durante i quali si fa anche il nome di Enrico Mattei, che in questo momento si starà rivoltando nella tomba…

Flusso Canalizzatore fa parte de “La Rete del Grillo”; qualche giorno fa era contenuta una lettera che voglio pubblicare, sperando di non suscitare le ire di alcuno.

di ASUD

L’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, è stato insignito pochi giorni fa del premio Corporate Social Responsibility Award 2009, assegnato dalla FPA – Foreign Policy Association alle aziende e alle personalità distintesi nella responsabilità sociale di impresa e nel contributo allo sviluppo sostenibile delle aree in cui operano.
Probabilmente la FPA ha dimenticato, prima di decidere di assegnare il premio all’impresa petrolifera nostrana, di monitorarne l’operato nei circa 70 paesi in cui è presente, dove forti sono i dubbi sulla sostenibilità ambientale e sociale delle attività estrattive, come nel caso della Nigeria, che rappresenta il caso più eclatante di reiterate violazioni dei diritti umani e delle normative ambientali.
L’ENI – così come gran parte delle multinazionali presenti nella regione – utilizza in Nigeria e in altri paesi pratiche vietate in Europa: tra esse il Gas Flaring, che consiste nel bruciare a bordo-pozzo il gas di scarto. Tale pratica, altamente inquinante, ha reso la Nigeria il primo paese al mondo per inquinamento da CO2 causato da Gas Flaring.

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« “responsabilità sociale delle imprese”: integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle loro attività commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. »

Da ciò che si vede nel servizio di Report postato in cima all’articolo, esprimo i miei dubbi sull’assegnazione di questo premio…

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Altre fonti di energia: Perchè siamo dipendenti dal petrolio e ci nascondono i progressi della ricerca?

Pubblicato da Doc Brown su Mercoledì, 16 Luglio 2008

Nel periodo in cui si parla di nucleare, di caro petrolio, di recessione e di lavoratori che non raggiungono la fine del mese, riprendo un argomento che da qualche anno sto guardando e studiando… L’energia prodotta da fonti alternative… Canapa e energia, fusione fredda, ideogeno e auto che non vanno a petrolio, ma che vanno a idrogeno e ad aria compressa producendo vapore acqueo al posto dei gas nocivi.

La tecnologia è già esistente, gli scienziati hanno già svolto il loro lavoro, ma i progetti restano sepolti nei cassetti. Ci dicono che non sia conveniente produrre queste cose, ma ci prendono in giro.

La verità è che cercano di tenerci agganciati ai loro interessi, petroliferi, economici, di mercato.

La diffusione di queste tecnologie permetterebbe al nostro Stato, non solo di diventare indipendente dall’energia, dal petrolio… Ma ogni singolo cittadino potrebbe essere indipendente… Non ci sarebbero più auto che inquinano, bollette dell’Enel salate, discussioni sul caro petrolio che i telegiornali propagandistici e faziosi in questo periodo ci comunicano. Non ci sarebbero più progetti sul nucleare.

Apriamo gli occhi. Muoviamoci! Chiediamo che le nuove tecnologie vengano rese pubbliche! Informiamoci!

Più è la gente che sa, più saranno costretti a rispondere…

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Jeremy Rifkin: Un nuovo mondo è possibile

Pubblicato da Doc Brown su Giovedì, 26 Giugno 2008

Tempo fa avevo già parlato di Jeremy Rifkin, grande economista che crede nell’avvento della terza rivoluzione industriale per risollevare l’economia. Apprendo che Beppe Grillo ha realizzato un’intervista a Rifkin, pubblicata proprio ieri sul suo sito. Vale senz’altro la pena di ascoltare le sue parole. I principali contenuti erano quelli che dicevo nello scorso post, che il nucleare è inutile, che il futuro sono le energie rinnovabili ma, cosa che mi ha lasciato di stucco, forse perchè non ho ancora letto il suo ultimo libro, Economia all’idrogeno, è stata la sua idea di democratizzazione dell’energia: La soluzione è quella di utilizzare il sistema di peer to peer di internet nel campo energetico, per andare a compensare le sovraproduzioni con le sottoproduzioni. Questo è possibile tramite l’idrogeno.

Non so entrare nei dettagli tecnici, magari appena avro’ letto il libro, vi chiariro’ le idee…

So solo che abbiamo la possibilità di un miracolo economico del nuovo millennio sotto le mani, un’occasione che raramente avviene nella storia. Dobbiamo cambiare l’energia, staccarci dal petrolio e andare immediatamente verso sole, vento, idrico e idrogeno; questo permetterà, oltre alle emissioni minori di Co2, anche lo sfruttamento dei “moltiplicatori economici“.

Adesso vi lascio al filmato di Rifkin.

E voi cosa ne pensate?

Riporto anche il testo dell’intervista all’economista e scrittore Jeremy Rifkin.

“Ora, al tramonto [della seconda rivoluzione industriale] ci sono alcune situazioni davvero molto critiche. Il prezzo dell’energia sta drammaticamente salendo e il mercato mondiale del petrolio si è appena avviato al suo picco di produzione. I prezzi del cibo sono raddoppiati negli ultimi anni poiché la produzione di cibo è prevalentemente basata sui combustibili fossili. Appena raggiungeremo il picco della produzione di petrolio, i prezzi saliranno, l’economia globale ristagnerà, avremo recessione e ci saranno persone che non riusciranno a mettere in tavola qualcosa da mangiare. Il “picco del petrolio” avviene si è usato metà del petrolio disponibile. Quando questo avverrà, quando saremo all’apice di questa curva, saremo alla fine dell’era del petrolio perché il costo di estrazione non sarà più sostenibile. Quando arriveremo al picco? L’ottimista agenzia internazionale per l’energia dice che ci arriveremo probabilmente attorno al 2025-2035. D’altra parte negli ultimi anni alcuni dei più grandi geologi del mondo, utilizzando dei modelli matematici molto avanzati, rilevano che arriveremo al picco tra il 2010 e il 2020. Uno dei maggiori esperti sostiene che il picco è già stato raggiunto nel 2005. Ora, il giacimento del Mare del Nord ha raggiunto il picco 3 anni fa. Il Messico, il quarto produttore mondiale, raggiungerà il picco nel 2010, come probabilmente la Russia.

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L’auto ad acqua esiste!

Pubblicato da Doc Brown su Domenica, 15 Giugno 2008

E stata presentata in Giappone dalla Genepax, è dotata di un motore elettrico e può raggiungere gli 80 Km/h!

Di certo con il caro petrolio che ci ritroviamo e, visto che il barile sembra non volerne sapere di scendere di prezzo, molti di noi avranno cercato delle alternative per far andare auto e moto. Ebbene in Giappone, la società Genepax ha depositato la domanda per ottenere il brevetto di un motore elettrico alimentato ad acqua. Qualsiasi tipo di acqua: dolce, salata o piovana.

Kiyoshi Hirasawa, amministratore delegato della Genepax, in un’intervista a una tv locale giapponese ha detto che il motore, con un solo litro di acqua, sarebbe in grado di far viaggiare un’auto per circa un’ora alla velocità di 80 km all’ora. «Non c’è bisogno di costruire un’infrastruttura per ricaricare le batterie, come avviene di solito per la maggior parte delle auto elettriche», ha aggiunto Hirasawa. Il motore funziona grazie a un generatore che la scompone l’acqua e la utilizza per creare energia elettrica.

Hirasawa ha ammesso però che l’applicazione pratica non è nel futuro immediato e spera che il brevetto sia di interesse delle grandi case automobilistiche giapponesi. Serve ancora una fase di sviluppo e bisogna sperare che almeno uno dei grandi produttori creda in questa prospettiva.

Anche perché al momento i progetti fanno in direzione opposta: motori a cellule di idrogeno che producono acqua nel processo, e non che la consumano.

Lì i produttori hanno investito ingenti capitali. Avranno il coraggio di puntare e scommettere su un motore che utilizza il carburante più diffuso (ed economico) del pianeta?

Qui potete vedere il servizio del Corriere della Sera

Di sicuro questa è una rivoluzione, una scoperta tecnologica di cui si è sentito parlare qualche anno fa, ma che è misteriosamente stata occultata con varie motivazioni. L’unica speranza è che qualche produttore si metta contro le lobby del petrolio, o del futuro idrogeno…

La speranza è l’ultima a morire o… Chi visse di speranza morì disperato?

Non ci rimane che attendere l’evolversi della situazione…

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Una nota di Franco Ortolani sulle “errate” notizie riportate da “La Repubblica”

Pubblicato da Doc Brown su Giovedì, 12 Giugno 2008

Protesta contro la discarica nella cava di ChiaianoIl professor Franco Ortolani, Ordinario di Geologia all’Università di Napoli Federico II e componente del Comitato Tecnico proposto dai Comuni e autorizzato a seguire gli accertamenti tecnici relativi alla idoneità geologica del sito della cava del poligono di Chiamano, mi ha scritto. Il suo bersaglio è l’informazione de “La Repubblica”. Il grande sponsor del PD e di Bokassa Bassolino.

”Allego una nota relativa alle notizie false divulgate dal quotidiano “La Repubblica” in data odierna. Il Commissariato di Governo è stato costretto ad emettere un comunicato di precisazione che conferma quanto sintetizzato nella nota che vi allego.
Dopo questi eventi strani che coinvolgono un prestigioso quotidiano nazionale, che impegna ben quattro pagine nazionali e locali, ci si chiede: perchè accadono fatti simili banali, sciocchi ma estremamente preoccupanti? Chiaiano: perchè il quotidiano “La Repubblica” diffonde notizie false?
La Repubblica” odierna (9 giugno 2008 ) in ben due articoli a pagina 16 e nella prima pagina dell’inserto regionale campano, preannunciati in prima pagina nazionale, diffonde notizie palesemente false circa i risultati delle indagini geologiche in corso nella cava del Poligono di Chiaiano inserita tra i siti in cui realizzare una discarica per rifiuti urbani e pericolosi nell’ambito del DL 23 maggio 2008, n. 90.
Sono riportate notizie false circa la natura delle rocce attraversate dal sondaggio: fino a ieri, infatti, non è stata riscontrata la presenza di lava nel sottosuolo.
Anche se ciò si verificasse, come accaduto oggi pomeriggio (9 giugno 2008), deve essere ben chiaro che la lava non costituisce un livello impermeabile in quanto sempre fratturata, bollosa e discontinua. Del resto il sottosuolo del Somma-Vesuvio, costituito da vari livelli di lava, rappresenta un importante e ben noto serbatoio idrico sotterraneo che alimenta anche usi idropotabili.
Deve essere ben chiaro a tutti i cittadini che fino ad oggi 9 giugno 2008 non si è reso disponibile nessun nuovo dato, tranne la stratigrafia del sottosuolo grazie alla perforazione che deve raggiungere la falda idrica, non ancora rinvenuta ad oltre 120 m di profondità dal piano campagna; quest’ultimo si trova a quota superiore di circa 15 m rispetto al fondo della cava (+180 mslm).
Nella relazione elaborata dallo scrivente, la falda, sulla base dei dati bibliografici, è prevista a circa 150 m dal fondo della cava.
I cittadini devono sapere che le rocce presenti nel sottosuolo sono caratterizzate da una notevole permeabilità per porosità e fatturazione evidenziata anche dal loro comportamento durante le copiose precipitazioni piovose dei giorni scorsi (6 e 7 giugno)
; benché siano caduti circa 100 mm di acqua piovana (in un anno ne precipitano mediamente circa 800 mm) le rocce costituenti il fondo della cava del poligono hanno assorbito agevolmente l’acqua smaltendola rapidamente verso la sottostante falda.
E’ assolutamente falso, quindi, l’affermazione che nel sottosuolo vi siano rocce impermeabili.
I cittadini si chiederanno: ma perché un prestigioso quotidiano come “La Repubblica” diffonde notizie palesemente false in un momento delicato, pieno di preoccupazioni e di attenzioni?
La Repubblica è stata ingannata da qualcuno che ha “venduto” al giornale notizie false o sta autonomamente creando confusione, sconcerto e sta aggravando lo stato di non credibilità dei rappresentanti delle istituzioni seminando prematuri allarmismi nel tentativo di avvalorare una insostenibile e anomala scelta (la discarica nella cava di Chiaiano) fatta, come è noto, senza alcuna istruttoria tecnica propedeutica e preliminare?
Per concludere si afferma che il “carotaggio” non è terminato come sostiene “La Repubblica” e che nessun nuovo dato, accertato e validato da geologi competenti e non da burocrati pasticcioni, è emerso.
Come cittadino stigmatizzo il comportamento de “La Repubblica” che pure riceve finanziamenti pubblici e richiamo l’attenzione delle persone istituzionalmente preposte a garantire una corretta informazione affinché adottino tutti gli interventi necessari e tesi a tutelare una corretta e verificabile informazione.” Prof. Franco Ortolani, Napoli 9 giugno 2008

(Tratto dal blog di Beppe Grillo)

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Hera interpella Veronesi che dice: I Termovalorizzatori sono sicuri

Pubblicato da Doc Brown su Martedì, 10 Giugno 2008

Articolo del giornalino Hera sui termovalorizzatori con la dichiarazione di VeronesiE’ incredibile, ma vero. Hera ha pubblicato un giornalino che è arrivato a tutte le utenze di Bologna (e credo anche a quelle dove hera vende i suoi servizi) pubblicizzando i termovalorizzatori.

L’articolo recita: “L’Europa li vuole in città”, elogiando anche l’estetica di questi ecomostri e sottolineando che in varie città “famose” sono presenti.

La cosa che mi sorprende di più è il parere di Umberto Veronesi (Cancronesi per chi lo conosce) che contestualmente dichiara: “Sono sicuri, il rischio tumori è zero”.

Sono allibito dal fatto che Veronesi si presti a questi giochetti di propaganda mediatica, ma vi spiego subito tutto.

CHI FINANZIA LA FONDAZIONE VERONESI?
LA FONDAZIONE VERONESI, creata dall’omonimo professor Umberto, vive grazie al contributo di grandi aziende, nazionali e multinazionali impegnate nei più svariati settori: dal petrolio alla costruzione di inceneritori, dalla distribuzione di acque minerali in bottiglie di plastica alla telefonia mobile, fino ai colossi dell’energia e dell’acqua. Scorrendo tra i tantissimi partner della Fondazione, troviamo acciaierie (la Acciai Brianza e la Co.met Acciai), compagnie telefoniche (Telecom e 3), colossi industriali dell’acqua minerale in bottiglia (Ferrarelle e San Pellegrino), l’Enel, che – oltre a gestire centrali a carbone e ad olio combustibile – sta investendo all’estero sull’energia nucleare. Tra i partner anche Pirelli, Eni e Mondadori Ancora, la società Autostrada Ligure Toscana e Veolia, multinazionale francese che costruisce discariche e inceneritori. Essa detiene anche il 49% della Tecnoborgo di Piacenza, che gestisce il termovalorizzatore della città, e il 60% della Energonut, che controlla l’analogo impianto di Pozzilli (oltre ad essere in gara per completare quello di Acerra). Il gruppo Veolia è anche la più grande multinazionale dell’acqua del mondo, con un giro d’affari che nel 1999 era pari a 50 miliardi di dollari.

Adesso una domanda: “Caro Umberto, per caso la tua affermazione riportata in quest’articolo, per caso è stata professionale o consigliata dagli sponsor?”

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