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Archivio per la categoria ‘Email’

Venezia: Wi-Fi per residenti gratis con il progetto “Cittadinanza Digitale”

Pubblicato da Doc Brown su lunedì, 6 luglio 2009

Cittadinanza Digitale - Wi-Fi gratis a Venezia

Cittadinanza Digitale - Wi-Fi gratis a Venezia

E’ arrivata un’email da parte di Antonio; ci segnala un nuovo servizio del suo Comune che ci fa enormemente piacere pubblicare:

Caro Doc Brown, complimenti per Flusso Canalizzatore :) lo leggo frequentemente e credo sia un bel blog informativo, in questo periodo cupo di informazione. Ti invio un articolo scritto da me nella speranza che possa suscitare il tuo interesse:

E’ partito il 3 Luglio 2009 con il Wi-Fi Day il progetto “Cittadinanza Digitale” nel Comune di Venezia. Tramite questa iniziativa i residenti, i lavoratori e gli studenti della città lagunare, che ne facciano richiesta, potranno avere accesso ai numerosi Hotspot presenti in città. L’Amministrazione comunale di Venezia ha deciso di realizzare una propria infrastruttura di rete basata su fibra ottica e wireless. La proprietà di una rete a larga banda consentirà all’Amministrazione cittadina di fornire servizi innovativi ai cittadini residenti, a chi lavora, studia o visita Venezia. Già dallo scorso 22 Giugno, i residenti che ne facciano richiesta possono accedere alla nuova tecnologia, per i non residenti e gli studenti, invece, sarà necessario aspettare il mese di settembre. I turisti che vorranno accedere alla rete (che ne facciano richiesta) pagheranno un’importo simbolico di 5 euro al giorno. La nuova rete a banda larga veneziana è stata realizzata grazie ad un investimento di 10 milioni di euro , e grazie alla sua elevata velocità (si passerà dai 20 ai 100 Mbps) potrà essere impiegata per trasferire in rete numerosi servizi e risorse welfare.

Antonio R.

Grazie ad Antonio per la sua email :)

Inizia l’era digitale nel Comune di Venezia, e questo rappresenta un ottimo punto di partenza per la completa digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Senza dubbio un bel passo avanti per questa stupenda città.

Nella speranza che anche altri comuni, province e regioni possano decidere di dotare il proprio territorio di Hotspots per l’accesso GRATUITO alla rete, facciamo i nostri complimenti all’Amministrazione per la scelta effettuata.

Maggiori informazioni sul progetto, sulle aree coperte dal Wi-Fi e per le richieste delle credenziali, si possono trovare sul sito di Cittadinanza Digitale.

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La Responsabilità sociale di ENI

Pubblicato da Doc Brown su domenica, 21 giugno 2009

In questo periodo vediamo degli spot in TV che riguardano l’aumento di Capitale di ENI durante i quali si fa anche il nome di Enrico Mattei, che in questo momento si starà rivoltando nella tomba…

Flusso Canalizzatore fa parte de “La Rete del Grillo”; qualche giorno fa era contenuta una lettera che voglio pubblicare, sperando di non suscitare le ire di alcuno.

di ASUD

L’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, è stato insignito pochi giorni fa del premio Corporate Social Responsibility Award 2009, assegnato dalla FPA – Foreign Policy Association alle aziende e alle personalità distintesi nella responsabilità sociale di impresa e nel contributo allo sviluppo sostenibile delle aree in cui operano.
Probabilmente la FPA ha dimenticato, prima di decidere di assegnare il premio all’impresa petrolifera nostrana, di monitorarne l’operato nei circa 70 paesi in cui è presente, dove forti sono i dubbi sulla sostenibilità ambientale e sociale delle attività estrattive, come nel caso della Nigeria, che rappresenta il caso più eclatante di reiterate violazioni dei diritti umani e delle normative ambientali.
L’ENI – così come gran parte delle multinazionali presenti nella regione – utilizza in Nigeria e in altri paesi pratiche vietate in Europa: tra esse il Gas Flaring, che consiste nel bruciare a bordo-pozzo il gas di scarto. Tale pratica, altamente inquinante, ha reso la Nigeria il primo paese al mondo per inquinamento da CO2 causato da Gas Flaring.

————-

« “responsabilità sociale delle imprese”: integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle loro attività commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate. »

Da ciò che si vede nel servizio di Report postato in cima all’articolo, esprimo i miei dubbi sull’assegnazione di questo premio…

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Peppino Impastato: Per un giorno rivive Radio Aut anche online

Pubblicato da Doc Brown su sabato, 9 maggio 2009

Peppino Impastato

Peppino Impastato

9 Maggio 1978, un giovane giornalista venne fatto saltare in aria a 30 anni solo perchè lottava contro i poterio forti, contro i politici corrotti, contro il sistema, contro la mafia; il suo nome era Peppino Impastato. Peppino nasce in una famiglia che ha rapporti con la mafia, ma rifiuta questi legami e predilige lottare per far emergere e portare a conoscenza di tutti le corruzioni; fonda una radio libera, Radio Aut, e denuncia mafiosi e politici locali corrotti tramite satira politica.Viene assassinato il 9 maggio 1978, qualche giorno prima delle elezioni e qualche giorno dopo l’esposizione di una mostra fotografica sull’attacco al territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi. Il suo corpo è dilaniato da una carica di tritolo posta sui binari della linea ferrata Palermo-Trapani. Le indagini si sono orientate, in un primo tempo, sull’ipotesi di un fallito attentato terroristico o di un suicidio “eclatante”. Dopo vari chiusure e riaperture del caso, nel giugno ’96, dopo le dichiarazioni di Salvatore Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell’omicidio assieme al suo vice Vito Palazzolo, l’inchiesta viene formalmente riaperta. Viene emesso anche un ordine di cattura per Badalamenti, incriminato come mandante del delitto. Il 5 marzo 2001 la Corte d’Assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione. L’11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti è stato condannato all’ergastolo.

Oggi rivive Radio Aut, solo per un giorno, grazie a Prima Radio, che ha concesso le sue frequenze. Oggi si alterneranno gli spekers di Prima Radio, verranno proposti i contributi audio dell’epoca, le registrazioni di Onda Pazza, programma di satira, interviste, testimonianze e collegamenti telefonici con politici, giornalisti e opinionisti. Si potrà ascoltare nelle province di Palermo e Trapani ma anche da tutta Italia attraverso il sito www.primaradio.net.

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Ancora sul caro Petrolio – 3^ Puntata

Pubblicato da Doc Brown su lunedì, 30 giugno 2008

In base alle discussioni sui prezzi e le speculazioni finite nei commenti all’articolo precedente, ho chiesto all’utente Dan di scrivere un post in merito…

Lo ringrazio e lo ritengo alquanto interessante.

PetrolioA proposito di Caro Petrolio
faccio alcune considerazioni senza avere alcuna pretesa di dare risposte o avere certezze in tasca.
Per prima cosa mettiamo alcuni numeri che riguardano il petrolio, facili da trovare sul Web presso i site dell’agenzia internazionale dell’energia, ASPO italia, Energybulletin.net, ecc….
Consumo giornaliero mondiale di petrolio mondiale circa 85-86 Milioni di barili al giorno (Mbll/d), l’italia ne consuma circa 1.7Mbll/d
Il petrolio consumato proviene per circa il 35-38% dall’area OPEC (arabia saudita Kuwait, venezuele angola…), il resto da area non OPEC (Russia, stati uniti, Cina, Inghilterra, Norvegia, Messico… ;)
Molti dei giacimenti non OPEC sono in fase di declino, cioè anno dopo anno il petrolio estratto diminuisce del 5-8%, purtroppo i dati reali in molti casi tranne che per Inghilterra, Norvegia e Stati Uniti non sono pubblici, tuttavia ci sono le dichiarazioni delle compagnie, per esempio PEMEX, la compagnia messicana, ha dichiarato per il giacimento Cantarell, uno dei più grandi al di fuori dell’area OPEC, che produrrà nel 2008 il 10% in meno rispetto al 2007.
Risultato la quota OPEC aumenterà e supererà il 40% a breve.
Le condizioni dei giacimenti OPEC sono un mistero, non c’è quasi nessun dato pubblico, tuttavia dichiarazioni del ministro saudita del petrolio ribadiscono che difficilmente la produzione del petrolio saudita, un tempo cassa di compensazione, potranno salire ad oltre 14-15 Mbll/d nel futuro e solo dopo ingenti investimenti. Ora sono a circa 9-9.5 Mbll/d. Una prima tranche di circa 2.5Mbll/d dovrebbe andare a regime nel 2009-2010 dopo investimenti di 10 miliardi di $.
In definitiva la sete di greggio saà soddisfatta sempre di più dal medio oriente, ma a questi ritmi fino a quando? le stime dell’agenzia internazionale dell’energia (IEA) che prevedono per il 2020, fra 12 anni, mica poi tanto lontano, consumi di 102 Mbbl/d, sono chiaramente non realistiche, significa ai ritmi di produzione odierna, aggiungere un’altra arabia saudita e mezzo. E dov’è? questo la IEA non lo dice.
Le compagnie petrolifere si possono suddividere in due categorie: Le IEC (international oil Company) e le NOC (national oil company) le prime sono quelle che conosciamo tutti (Shell, Exxon (Esso), Total, Eni, BP, Chevron… ;) le altre sono quelle dei paesi produttori di petrolio, (Aramco (arabia saudita), KOC(Kuwait) NIOC (Iran), NOC (Nigeria)…), meno conosciute dal pubblico. Le prime, insieme, controllano l’8% delle riserve mondiali e il 15% delle produzione, solo Aramco controlla oltre il 20% delle riserve ed il 12-14% della produzione.
Affermare che le IOC controllino i prezzi del petrolio, visti i numeri, non è realistico, tuttavia sicuramente ne approfittano, in quanto i costi di estrazione non sono aumentati di pari passo con il prezzo del petrolio, infatti se date un’occhiata ai bilanci delle IOC sono alcuni anni che fanno faville.
Sicuramente l’offerta è in tensione a fronte ad una domanda molto forte dall’Asia, che ha superato la diminuzione dei consumi dell’occidente, tuttavia nel 2007 IEA aveve previsto un incremento dei consumi di 2.5Mbll/d nel 2008, ridotto recentemente a 0.8 Mbll/d che tuttavia non ha ridotto i prezzi del petrolio.

Bene, se questo è lo scenario, noto da tempo agli esperti del settore, come mai in pochi mesi il prezzo del petrolio è raddoppiato da 70$ a 140$ senza che sia avvenuto alcun accadimento traumatico?
Non diamo la colpa al cosiddetto barile di carta, quello scambiato sui mercati finanziari, che è legato strettamente al barile reale, anche se circolano dichiarazioni ben diverse.

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Peppino Impastato

Pubblicato da Doc Brown su venerdì, 30 maggio 2008

Ricevo e pubblico interamente.

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Finalmente un bel blog che non sia quello del mitico Beppe che parli di argomenti seri!

Però non posso fare a meno di notare che mancano citazioni a Peppino Impastato vittima della mafia… Allora lo farò io

Peppino Impastato

Giuseppe Impastato nacque a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa (il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso in un agguato nella sua Giulietta imbottita di tritolo nel 1963). Ancora ragazzo rompe con il padre, che lo caccia via di casa, e avvia un’attività politico-culturale antimafiosa. Nel 1965 fonda il giornalino L’Idea socialista e aderisce al PSIUP. Dal 1968 in poi partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati. Nel 1975 costituisce il gruppo Musica e cultura, che svolge attività culturali (cineforum, musica, teatro, dibattiti, ecc.); nel 1976 fonda Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, e in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell’aeroporto. Il programma più seguito era Onda pazza, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici. Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo, gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio comunale. Stampa, forze dell’ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l’attentatore sarebbe rimasto vittima e, dopo la scoperta di una lettera scritta molti mesi prima, del suicidio. Nel gennaio 1988, il Tribunale di Palermo invia una comunicazione giudiziaria a Badalamenti. Nel maggio del 1992 il Tribunale di Palermo decide l’archiviazione del caso Impastato, ribadendo la matrice mafiosa del delitto, ma escludendo la possibilità di individuare i colpevoli e ipotizzando la possibile responsabilità dei mafiosi di Cinisi alleati dei corleonesi. Nel maggio del 1994 il Centro Impastato presenta un’istanza per la riapertura dell’inchiesta, accompagnata da una petizione popolare, chiedendo che venga interrogato sul delitto Impastato il nuovo collaboratore della giustizia Salvatore Palazzolo, affiliato alla mafia di Cinisi. Nel giugno del 1996, in seguito alle dichiarazioni di Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell’omicidio assieme al suo vice Vito Palazzolo, l’inchiesta viene formalmente riaperta. Nel novembre del 1997 viene emesso un ordine di cattura per Badalamenti, incriminato come mandante del delitto. Il 10 marzo 1999 si svolge l’udienza preliminare del processo contro Vito Palazzolo, mentre la posizione di Badalamenti viene stralciata. I familiari, il Centro Impastato, Rifondazione comunista, il Comune di Cinisi e l’Ordine dei giornalisti chiedono di costituirsi parte civile e la loro richiesta viene accolta. Il 23 novembre 1999 Gaetano Badalamenti rinuncia all’udienza preliminare e chiede il giudizio immediato. Nell’udienza del 26 gennaio 2000 la difesa di Vito Palazzolo chiede che si proceda con il rito abbreviato, mentre il processo contro Gaetano Badalamenti si svolgerà con il rito normale e in video-conferenza. Il 4 maggio, nel procedimento contro Palazzolo, e il 21 settembre, nel processo contro Badalamenti, vengono respinte le richieste di costituzione di parte civile del Centro Impastato, di Rifondazione comunista e dell’Ordine dei giornalisti. Nel 1998 presso la Commissione parlamentare antimafia si è costituito un Comitato sul caso Impastato e il 6 dicembre 2000 è stata approvata una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini. Nella commissione si rendono note le posizioni favorevoli all’ ipotesi dell’ attentato terroristico poste in essere dai seguenti militari dell’ arma: il Maggiore Tito Baldo Honorati; il maggiore Antonio Subranni; il maresciallo Alfonso Travali. Il 5 marzo 2001 la Corte d’assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione. L’11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti è stato condannato all’ergastolo.

…Raga dobbiamo odiare la mafia e chi la favorisce… Altrimenti tutti saremo suoi complici… Fanculo alla mafia…

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Segnalato da Gianni http://giannidx1988.spaces.live.com

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